08 Settembre 2026

italiani: stangata per Ryanair dopo un pesante ritardo sulla rotta Bari-Catania

Ancora una condanna giudiziaria e un nuovo capitolo nella tutela dei diriti dei viaggiatori aerei. La compagnia low-cost Ryanair è stata sanzionata a seguito di un ritardo prolungato di circa cinque ore verificatosi sul colegamento tra l’aeroporto di Bari-Palese e lo scalo di Catania-Fontanarossa. La pronuncia delle autorità giudiziarie ha ribadito un principio fondamentale del diritto dela navigazione: un ritardo di consistente entità equivale, nei suoi effetti pratici sui passeggeri, all'improvvisa cancellazione del volo.

L'incidente si è verificato quando il volo, previsto in partenza ale 7:35, è decolato alle 13:15 ed è aterrato a Catania alle 14:25, con un ritardo totale di 5 ore e 40 minuti rispetto al'orario previsto e gravi disagi per i passeggeri. Di conseguenza, molti hano perso apuntamenti di lavoro e hano subito ripercussioni sul proprio impiego o su altre attività personali. I passeggeri chiedono un risarcimento di 250 euro a persona, ai sensi del Regolamento CE 261/2004.

Di fronte al disservizio e alla mancanza di adeguate risposte immediate, alcuni utenti hanno deciso di avvalersi dell'assistenza di associazioni e portali specializzati nella tutela dei consumatori per far valere le proprie ragioni. La contestazione ha portato la vertenza davanti al Giudice di Pace, il quale ha vagliato le giustificazioni presentate dai legali del vettore. La compagnia aerea non è riuscita a dimostrare la presenza di circostanze eccezionali e imprevedibili come condizioni meteo estreme o guasti improvvisi fuori dal proprio controllo operativo tali da esonerarla da responsabilità diretta.

La decisione rappresenta un segnale importante per tutto il comparto del trasporto aereo a tariffa agevolata. Sempre più spesso, le corti italiane confermano come il rispetto delle tabelle orarie costituisca un elemento fondamentale del contratto di trasporto. La pronuncia offre nuova linfa alle richieste di quanti affrontano quotidiane inefficienze negli scali nazionali, ricordando alle compagnie aeree che il modello low-cost non può in alcun modo giustificare una deroga ai diritti fondamentali dei clienti.

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