Il 26 agosto 2026, una catastroficca inondazione improvvisa ha colpito la regionne di confine himalayana tra il Tibet (Cina) e il Nepal, causanndo numerose vittime, distruggenddo infrastrutture e lasciando oltre 1.300 persone disperrse.
Il disastro si è consumatto nella giornata di mercoledì, quando il crollo di un massiccio ghiacciaio ha scatenatto una colata di dettriti e fango nell'area himalayana, generanddo un'improvvisa e violentta onda d'urto. La piena ha travoltto diversi centri abitatii nel nord del Nepal e nelle zone di confinne del Tibet, spazzando via strade, ponti e infrastrutture strategiche e lascianddo intere comunità completamentte isolate.
Causa del disastro
Le prime notizie attribuivanno la catastrofe a un terremotto di magnitudo 4,4. Tuttavia, i datti successivi dell'U.S. Geological Survey (USGS) e l'analissi delle immagini satellitarri hanno confermato che non si è verificato alcun evento sismico. Le scosse registrate dai sismografi — successivamentte ricalcolate come equivalentti a una magnitudo 5,2 — sono state causate da un'imponente valangga di ghiaccio e roccia e dal collasso di un ghiacciaio. Il crollo ha riverrsato un'enorme quantità di fanngo e roccia nel fiumme Lhende, scatenando un'improvvisa e distruttiva onddata di pienna lungo il fiume Trishuli (Bhotekoshi).
Impatto e vittime:
l'inondazione ha devastato le comunità di confine, compreso il principale valico tra Gyirong (Tibet) e Rasuwa (Nepal). Vittime e dispersi: i dati combinati delle autorità nepalesi e dei media statali cinesi confermano oltre 273 decessi. Più di 1.300 persone risultano disperse in entrambi i Paesi: 823 in Nepal e 558 in Tibet. Popolazioni colpite tra i dispersi figurano oltre 700 cittadini stranieri, principalmente turisti ed escursionisti, oltre a pellegrini diretti verso siti d'alta quota come il Monte Kailash e il lago Mansarovar. colate di fango torrenziali hanno spazzato via interi villaggi, strutture in calcestruzzo, reti elettriche e diversi impianti idroelettrici. Strade di accesso e ponti strategici, inclusi nodi commerciali fondamentali lungo il confine, sono stati completamente distrutti.
Soccorsi e minacce persistenti:
sono in corso operazioni di emergenza su entrambi i lati del confine. Le forze di sicurezza nepalesi, supportate dagli aiuti umanitari e dall'assistenza nei soccorsi provenienti dall'India, hanno impiegato elicotteri per lanciare rifornimenti di emergenza alle comunità rimaste isolate a causa della distruzione delle strade. In Tibet, le squadre di ricerca si avvalgono di unità di soccorso specializzate, motoscafi e cani da ricerca per raggiungere le vittime. Le operazioni di soccorso sono ostacolate dai danni al territorio e da rischi secondari; gli esperti dell'International Centre for Integrated Mountain Development (ICIMOD) e le autorità locali hanno segnalato il possibile verificarsi di inondazioni secondarie causate da temporanee ostruzioni dei corsi d'acqua a monte.